Biografia

Chi sono/mi presento

Lorenzo Trussardi, classe 1962, veterinario. Cacciatore col cane da ferma.

Primo cane un epagneul breton nel 1975. Poi bracchi italiani, setter irlandesi, setter inglesi, incroci tra irlandesi e inglesi, pointer inglesi. Attualmente ho solo setter inglesi.

Dalla prefazione del Cesare Legnani a una mia precedente pubblicazione si può ricavare un profilo che ritengo mi rappresenti realisticamente:

(…) Il Lorenzo di oggi ha conservato intatti due aspetti del Lorenzo di ieri: la passione totalizzante per i cani e la caccia e una fresca, spiccata curiosità intesa come gusto e piacere di saperne di più. Con questi presupposti il suo pluridecennale percorso evolutivo in materia di cani e caccia, supportato dalla maturità, dalle competenze professionali e dalle sempre più numerose esperienze sul campo, ha plasmato “l’uomo di cani” che oggi noi conosciamo: competente, sicuro, con idee e posizioni chiare.

“Utilizzatore di cani” (per sua stessa definizione). Il suo rapporto con l’ausiliare si può sintetizzare così: più sei bravo e più ti voglio bene.

Già questi spartani concetti fanno capire quanto lontano Lorenzo si collochi rispetto al “pensiero unico”, al “politicamente corretto” rappresentati dagli indirizzi e dalle mode a cui tutti si omologano. Il suo essere non allineato però non è mai conseguente a prese di posizione preconcette bensì, al contrario, esprime sempre il risultato finale (ma mai definitivo) di ragionamento, studio ed approfondimento e il frutto di esperienza, utilizzo ed osservazioni dirette nella vera caccia.

Non a caso ho scritto “finale ma mai definitivo”. Per Lorenzo infatti, come del resto per tutti coloro che sanno cosa significhi studio e conoscenza, una opinione, una posizione rispetto ad una qualsiasi questione, anche se assunte con piena convinzione, magari dopo analisi ed approfondimenti rigorosi, non possono essere considerate immutabili. E chi ha un minimo di onestà intellettuale e di umiltà nel riconoscere la validità delle ragioni altrui e delle nuove conoscenze può essere buon testimone di come possa essere normale cambiare, anche radicalmente, concetti e convinzioni.(…)