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ODOACRE

Lorenzo Trussardi Maggio 15, 2026 7 minuti letti

Mi chiamo Odoacre, sì Odoacre, e direi che basta con un nome così. Poteva andarmi peggio, potevano chiamarmi Marco Tullio, Oronzo o magari Piersilvio: ma te lo immagini, col mausoleo nel giardino? Ma guarda che stronzate fa certa gente: ma sono nomi da dare a un bambino? La mia mami mi voleva tanto bene e mi faceva tanti bagnetti ma nonostante i frequenti lavaggi mi diceva sempre, ridendo, che ero il suo amore puzzolente. E il maestro, a scuola, mi diceva sempre, guardandomi truce: nomen omen! Cazzo voleva dire? Comunque mai lamentarsi anche perché, siamo sinceri, non ce ne sono i motivi: villa al mare, villa in montagna, villa in Brianza e sempre con piscina e campo da tennis. Cresciuto benissimo direi, coccolato, vezzeggiato e sbaciucchiato fin dalla più tenera età: il mio ego ne è uscito decisamente rafforzato anche se, diciamolo, non sono proprio il più figo del reame. Ma a me, che cazzo mi frega? Da noi si dice che vùn pelaa, se ‘l gà i danee, l’è ‘n cavelùn, quindi me ne sbatto le palle se non sono George Clooney o Brad Pitt. A dire il vero non gli somiglio per niente: bassino, anche un po’ traccagno direi, sì, decisamente traccagno, collo corto, spalle larghe, gambe curve e decisamente sotto misura, gnomiche. Caracollo come un calciatore che esce dagli spogliatoi per iniziare il riscaldamento ma a me il calcio non mi piace mica, preferisco guardarlo in televisione quando gioca la nazionale e finita lì. Invece, fin da piccolo, mi è sempre piaciuta la lotta, la facevo sempre con i miei genitori, che poi mi facevano vincere. Quando ci ho provato coi miei amici ho preferito smettere: prendevo un sacco di botte sistematicamente. Intendiamoci, neanche la faccia è un granché ma secondo me piaccio lo stesso. La mami mi dice che sono così perché ho avuto un incidente da piccolo, ho sbattuto la faccia e mi sono fatto male ma dice che sono ugualmente bellissimo. Io l’incidente non me lo ricordo ma sono sicuro che deve essere stata una cosa brutta perché non me l’hanno mai raccontata tutta bene. Ho fatto degli interventi chirurgici al naso e alla bocca, dentro la bocca. Non ho capito cosa mi abbiano fatto, sono stato nelle cliniche migliori ma a me mi sembra che il risultato non sia stato il massimo perché ancora non respiro benissimo. Ah, nel frattempo mi sono sposato! Tanto, che cazzo dovevo fare? Scuola finita a pugni e pedate -si fa per dire- con tanti regali e soldi ai professori e agli insegnanti che mi facevano le ripetizioni. Avevo anche una maestra che veniva a casa ma niente, nisba,117non imparavo un cazzo. Che ridere, lei si incazzava e io ridevo. A me non piaceva studiare, che ci posso fare? Uno non lo puoi mica obbligare. E poi che bisogno c’ho? Sto bene di famiglia. Di lavorare non ne voglio proprio sentir parlare, non ne ho bisogno, non mi serve. E, che il lavoro rende liberi, l’avevano scritto sull’ingresso dei campi di concentramento: il lavoro ha un senso se devi guadagnare i soldi, la pagnotta, ma noi, in famiglia, quel problema lì non ce l’abbiamo mica. Dicevo? Ah, sì, che mi sono sposato. È successo che i miei mi hanno fatto conoscere una tipa presso degli amici e taac, è scoccata la scintilla, abbiamo fatto le carte in comune e ci siamo accasati in villa, senza neanche traslocare visto che la servitù già c’era. Intendiamoci però, non è tutto rosa e fiori. I miei amici me lo dicevano: “Spùses no, fa minga ‘l pirla che te stet ben inscì!”. Ma, che cosa ci volete fare, certi errori uno deve farli per capire. Mi hanno sempre detto che dagli sbagli si impara e io ho sbagliato, lo ammetto, ho sbagliato. Non che sia terribile, intendiamoci. Il fatto è che Ruth -così si chiama, anche lei un nome del cazzo- si lamenta sempre, deve sempre rompere i coglioni: “Ti puzzano i piedi, lavati! Ma ti rendi conto che fai schifo? Rutti e scoreggi da mattina a sera! Ma ti vedi quando mangi? Sembri un porco sul trogolo-che cazzo è il trogolo lo sa solo lei-, e appena ti addormenti, russi come una motosega! Ti sei lavato stamattina? Non si direbbe!” E avanti così, più o meno tutto il giorno. E poi chi cazzo si crede di essere? Crede che io non mi sia accorto? L’ho sentita, l’ho sentita benissimo! Rutta e scoreggia anche lei! E russa, madonna se russa, solo che io sono maschio e tollero, sopporto. Lei passa tutto il giorno a guardare la televisione -Uomini e donne-, mangia, perché mangia, eccome se mangia – non è mica un figurino o una indossatrice!- e poi dorme, dorme sempre. Ma a me mi piace lo stesso e in questo la capisco: anche a me piace dormire. La mia giornata ideale? Colazione, passeggiatina in giardino intorno alla piscina, una occhiata ai giardinieri che non devono lasciare un filo d’erba fuori posto sennò mi incazzo, svaccamento in sdraio con musichetta bordo vasca a tirare l’ora di pranzo, che poi non manca tanto perché non devo alzarmi presto, io. Poi pranzo, altro svacco e nel pomeriggio giretto in surplace nel parchetto per poi tirare l’ora di cena. Da non morire mai, vero? Purtroppo la sfiga ci ha messo del suo. Intanto non riesco ad avere figli. Non voglio scendere nei particolari ma qualche problemino con la mia lei ce l’ho: sarà per questo che è sempre così incazzata con me? Ma anche lei ha dei problemi. Una sera ho sentito i miei che parlavano di Ruth e dicevano che, per averla, la sua mami e il suo papi, si erano rivolti a una118clinica specializzata e avevano fatto venire una fialetta congelata da un centro specializzato degli Stati Uniti e che era costata un sacco di soldi. Che me ne frega? Posso fare anche io così alle più brutte, tanto pagano loro e la moglie la faccio contenta. Ma il problema grosso che mi è successo è che, proprio l’altro giorno, mentre facevo la solita passeggiatina, ho sentito un male cane nel ginocchio e sono finito in terra. Ambulanza, clinichetta, dottoroni, diagnosi: rottura del legamento crociato anteriore. Già che c’ero mi hanno fatto un bel check-up completo -visto che devo finire sotto i ferri per farmi rifare il ginocchio nuovo- e quello che è saltato fuori non è il massimo. Mi hanno detto che ho qualche problemino: la valvola del cuore non chiude bene e respiro di merda. Hanno controllato: niente Covid. Mi hanno chiesto se fumo: ma quando mai! Io voglio campare fino a cent’anni, non sono mica scemo! Ho avuto un incidente da piccolo, ecco che cosa ho. Loro si sono guardati e non hanno detto niente. Poi mi hanno fatto tutti gli esami del sangue, le ecografie, le radiografie, TAC ed è saltato fuori che ho un sacco di menate da aggiustare e che mica tutte si possono aggiustare anzi, la maggior parte me le devo tenere e che per farmi operare devo firmare un foglio sennò col cazzo che mi operano e che comunque mi faranno uno splendido lavoro, sempre che supero l’anestesia. E che per i cent’anni se ne riparla. Ma questi sono scemi, io mica mi faccio toccare da questi sbandati! Chiedo un consulto negli States, prendo l’aereo del papi e mi levo dai coglioni, non sono mica scemo, io. Preparo i documenti, il passaporto, le carte di credito e l’albero genealogico di famiglia, giusto giusto per fargli capire chi sono io a questi deficienti della clinica e anche a quei trogloditi senza cultura di americani: glielo faccio vedere io, perché non si sa mai, meglio portarsi avanti. Perché io c’ho un albero genealogico di famiglia che neanche la Betty, la regina di Inghilterra ce l’ha. E che mie origini sono inglesi e io l’inglese lo parlo meglio di loro. Perché, io, anche se sono nato in Italia, di cognome faccio Carlisle, Odoacre Charles Purcell Carlisle, di origine inglese: Bulldog inglese, mica cazzi.

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